Silenzio e Visione

La fotografia che si sviluppa tanto attraverso l’obiettivo tradizionale quanto nella prospettiva sospesa del drone

Parlare di Samuela Rizzo significa entrare in contatto con uno sguardo che non si limita a vedere, ma interroga silenziosamente ciò che appare. La sua fotografia, che si sviluppa tanto attraverso l’obiettivo tradizionale quanto nella prospettiva sospesa del drone, non è mai semplice registrazione del reale, bensì un atto di attenzione profonda, quasi un ascolto visivo. In ogni immagine si avverte una tensione discreta ma costante verso l’essenziale: il momento che sfugge, e che lei, con naturale precisione, trattiene.

Nata a Este, città che ha accompagnato ogni fase della sua formazione, Samuela muove qui i primi passi, non solo artistici ma anche personali, sviluppando una disciplina e una sensibilità che si riflettono ancora oggi nel suo lavoro. Non è irrilevante ricordare come, in giovane età, abbia raggiunto il record italiano nel lancio del giavellotto: un gesto atletico che, nella sua traiettoria tesa e calibrata, sembra già prefigurare quella capacità di cogliere l’attimo con esattezza e decisione.

Accanto alla fotografia, la sua attività di istruttrice cinofila rivela una dimensione ulteriore del suo essere: una relazione con il mondo animale fondata non sul dominio, ma su una forma di comprensione reciproca, paziente e priva di violenza. La sua convinzione è netta e rara nella sua coerenza: l’essere umano non è padrone, ma compagno. Da questa posizione nascono percorsi di recupero sorprendenti, in cui anche animali considerati irrecuperabili ritrovano equilibrio e possibilità di relazione.

È forse proprio in questa duplice esperienza, lo sguardo che osserva e la presenza che ascolta, che si radica la cifra più autentica del suo lavoro.
Le immagini di Samuela Rizzo non cercano l’effetto, ma la verità silenziosa delle cose: ciò che resta quando ogni artificio è caduto. E in questo spazio, rarefatto ma vivo, si manifesta una sensibilità che non impone, ma accoglie, e proprio per questo riesce con sorprendente forza, a lasciare traccia.

(J. Kaiser)